Basta dò gocce d'acqua, la Baraccola si allaga di nuovo e il Vallone diventa una trappola di fango

Via Primo Maggio finisce sott'acqua, il traffico va in tilt e sulla provinciale per Offagna il fango invade la carreggiata: l'ennesima giornata di passione per chi si muove tra la città e l'entroterra.

La pioggia che si è abbattuta su Ancona nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 12 ottobre, ha riportato in primo piano i nodi irrisolti di una città che, ogni volta che il cielo si fa plumbeo, si trova a fare i conti con gli stessi disagi. La zona della Baraccola, ancora una volta, è finita in ginocchio: via Primo Maggio è stata invasa dall'acqua, rendendo la circolazione un vero e proprio calvario per automobilisti e mezzi pesanti. E mentre in città si contavano i danni, dall'entroterra arrivava un'altra segnalazione preoccupante: lungo la strada provinciale del Vallone, nel tratto che porta verso Offagna, il fango è tornato a depositarsi sulla carreggiata, trasformando l'asfalto in una superficie scivolosa e insidiosa.

Via Primo Maggio, il copione che si ripete

Non è una novità per chi vive o lavora nella zona industriale più importante del capoluogo. Ogni volta che le precipitazioni si fanno intense, via Primo Maggio e le strade limitrofe mostrano tutti i loro limiti strutturali. L'acqua, che scende copiosa dalle colline sovrastanti di Candia e non trova un deflusso adeguato, si accumula sulla sede stradale creando vere e proprie pozze che mettono in difficoltà anche i veicoli più grandi.

La situazione di oggi non fa che confermare un copione già visto troppe volte. Eppure, proprio su questo fronte, il Comune aveva annunciato interventi mirati. Pochi giorni fa, l'assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini aveva presentato il piano da 150mila euro per la realizzazione di 78 canaline di scolo lungo via Primo Maggio e via Albertini, con l'obiettivo dichiarato di convogliare meglio l'acqua piovana verso il canale centrale e ridurre la frequenza di questi allagamenti . I lavori dovrebbero concludersi entro metà novembre, ma l'episodio odierno dimostra quanto la situazione resti critica e quanto sia urgente completare l'opera.

Il Vallone e la piaga del fango

Se in città il problema è l'acqua che ristagna, sulla strada del Vallone la questione si fa ancora più insidiosa. Il tratto, che un tempo faceva parte della provinciale 6 prima del declassamento, è da anni al centro delle preoccupazioni dei residenti e delle amministrazioni locali . Oggi, come purtroppo accade sempre più spesso, il fango ha fatto la sua comparsa sulla carreggiata, rendendo il fondo stradale estremamente scivoloso.

A gettare luce su questa dinamica era stato, poche settimane fa, un residente della zona che aveva denunciato come il materiale rimosso dopo precedenti eventi alluvionali non fosse stato smaltito correttamente, ma semplicemente accumulato a bordo strada. Il risultato è che a ogni pioggia quel fango viene dilavato e finisce dritto sull'asfalto . Una situazione che, unita alle condizioni già precarie del manto stradale e ai fossi laterali spesso ostruiti, rende la strada del Vallone un punto particolarmente critico per la sicurezza di chi la percorre quotidianamente.

Una fragilità strutturale che ritorna

L'episodio di oggi non è isolato. La cronaca degli ultimi mesi racconta di una città e di un territorio che mostrano una fragilità idrogeologica sempre più evidente. Solo poche settimane fa, a settembre, un'altra ondata di maltempo aveva causato allagamenti diffusi, alberi caduti e la chiusura di diverse strade, con decine di interventi dei Vigili del Fuoco tra Ancona e Macerata . E ancora prima, a luglio, una bomba d'acqua aveva messo in ginocchio la viabilità costiera, con sottopassi allagati e strade trasformate in fiumi .

La sensazione, per chi vive questi quartieri, è che ogni volta si ricominci da capo. Gli interventi annunciati, come le canaline alla Baraccola, rappresentano senza dubbio un passo nella direzione giusta, ma la domanda che molti si pongono è se saranno sufficienti. L'assessore Tombolini ha più volte sottolineato la necessità che anche i privati facciano la loro parte, realizzando quei fossi di guardia previsti dal codice civile per evitare che acqua e terra si riversino sulla strada . Una collaborazione che, allo stato attuale, sembra ancora lontana dall'essere garantita.

Per ora, l'unica certezza è che Ancona e il suo entroterra dovranno fare i conti, ancora una volta, con i danni e i disagi di un maltempo che non concede tregua. E con la consapevolezza che, fino a quando le soluzioni strutturali non saranno completate e collaudate, ogni temporale rischierà di trasformare via Primo Maggio in un lago e il Vallone in una pista di fango.

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