Notte d'amore al del Conero: la Nord non può partire, ma aspetta il ritorno dei suoi eroi e li trascina in un abbraccio da primo della classe
ANCONA – La trasferta era vietata, il divieto di trasferta per i residenti nelle Marche ha impedito alla Curva Nord di varcare i cancelli dello stadio “Fadini” di Giulianova, ma nulla e nessuno poteva proibire ai tifosi dorici di esserci. Di esserci a modo loro. Se il pullman della SSC Ancona non poteva avere il suo tifo sugli spalti, lo avrebbe trovato al suo ritorno a casa. Ieri sera, il parcheggio dello Stadio del Conero si è trasformato in un piccolo catino di gioia e appartenenza .
Mentre la squadra di mister Maurizi sudava sul campo per conquistare tre punti pesantissimi contro un ostico Giulianova, una rappresentanza del tifo organizzato si è radunata in attesa. Non un semplice appuntamento, ma un vero e proprio atto d'amore. Quando, a tarda sera, il pullman biancorosso ha fatto capolino all'ingresso dello stadio, l'oscurità si è squarciata. Fumogeni, bandiere al vento e cori hanno rotto il silenzio della notte, accogliendo i giocatori come eroi di ritorno da una battaglia vinta.
E di battaglia, sul campo, se n'era vista una vera.
La fatica di Giulianova e la zampata del bomber
Perché l’Ancona, ieri pomeriggio, ha sudato le proverbiali sette camicie. I dorici hanno dovuto rimontare lo svantaggio iniziale maturato su un rigore molto dubbio concesso ai padroni di casa nel primo tempo . Sotto di un gol e lontano dalle mura amiche, la capolista avrebbe potuto tremare. Invece, nella ripresa, è uscito il carattere delle grandi.
Il pareggio porta la firma di Attasi, abile a infilarsi alle spalle della difesa, ma la vera e propria firma sul successo è quella del bomber Rovinelli, tornato con un goal che vale oro: 2-1 e tre punti in cascina . Una vittoria che conferma la leadership in classifica e lancia un messaggio chiaro a tutte le concorrenti in questo rush finale .
"Trasferte libere" e un legame che fa la differenza
Ma se il risultato sportivo è fondamentale, il gesto della Curva Nord assume un significato che va oltre i novanta minuti. I tifosi dell’Ancona, infatti, stanno vivendo un campionato a singhiozzo, costretti spesso a guardare le partite in trasferta da lontano a causa di restrizioni che stanno penalizzando il tifo organizzato . Lo avevano ricordato anche prima della partita, quando la squadra è scesa in campo per il riscaldamento con una maglietta con la scritta "trasferte libere" .
Un grido di protesta silenzioso, ma anche una dimostrazione di quanto sia stretto il legame tra questa squadra e la sua gente. Un legame che non conosce confini geografici né divieti.
I giocatori, scesi dal pullman, sono stati travolti dall'entusiasmo di una curva che non ha potuto cantare per loro in Abruzzo, ma che ha voluto farsi sentire a squarciagola sotto casa. Un abbraccio collettivo che vale più di un punto in classifica.
Verso il rush finale: il dodicesimo uomo in campo
Con il campionato che entra nel suo momento più caldo e la squadra saldamente al comando delle operazioni, la spinta del "dodicesimo uomo" sarà fondamentale. Iniziative come quella di ieri sera non sono solo una bella pagina di sport, ma il carburante emotivo che può fare la differenza nello sprint finale verso la serie C.
L’Ancona è prima e ha bisogno di tutto l’amore della sua città. E ieri sera, al Conero, l’amore è tornato a casa. E ha bussato forte.
immagine creata utilizzando un'intelligenza artificiale per scopi dimostrativi
Commenti
Posta un commento