Un labrador sviene in vetta dopo aver mangiato erba (non quella dei prati!)

 Quella che doveva essere una tranquilla gita in famiglia sulla vetta più alta della Scozia si è trasformata in un incubo per Christina Bluhme e il suo fedele amico a quattro zampe. Tokyo, un Labrador nero di 5 anni dal nome esotico, ha vissuto ore di terrore sul Ben Nevis, dopo aver trovato – e purtroppo assaggiato – qualcosa che non avrebbe mai dovuto.

Tutto è cominciato quando la comitiva era ormai a circa un'ora dalla cima. La padrona ha notato che il cane, di solito esuberante e instancabile, iniziava a perdere forza nelle zampe posteriori. I passi si facevano incerti, lo sguardo vitreo: Tokyo alternava momenti di lucidità a improvvisi blackout. Un'immagine che ha gelato il sangue alla famiglia.

Il pensiero è corso subito a un grave problema alla schiena, magari causato dallo sforzo della salita. Ma quando le condizioni sono peggiorate rapidamente, Christina ha capito che si trattava di qualcosa di diverso. «Pensavo che non ce l'avrebbe fatta», ha raccontato in seguito, con la voce ancora segnata dall'emozione. Ventiquattro chili di Labrador improvvisamente inerme, sotto una pioggia battente, a centinaia di metri di altitudine: un incubo logistico ed emotivo.

Trasportarlo a valle era impossibile. La pioggia scivolava sulle rocce, i sentieri diventavano insidiosi, e il peso del cane – per quanto "solo" 24 chili – era insostenibile per un trasporto a braccia per chilometri. La soluzione è arrivata dal cielo, o meglio dalla professionalità del Lochaber Mountain Rescue Team. Per fortuna, alcuni volontari si trovavano già nelle vicinanze dopo un altro intervento, e sono accorsi in pochi minuti.

E qui il colpo di scena. Dopo le prime cure e i controlli veterinari, è emersa la causa del malore: Tokyo aveva ingerito della marijuana. Probabilmente qualche escursionista poco attento aveva abbandonato la sostanza lungo il sentiero, e il Labrador, come tutti i cani, non ha saputo resistere alla curiosità – e all'odore – di uno "spuntino" fuori menù.

Per fortuna, il finale è lieto: Tokyo si è completamente ristabilito dopo le cure necessarie, ed è tornato a scodinzolare come se nulla fosse. Ma la vicenda lascia l'amaro in bocca, e non solo per il povero cane.

Una lezione per tutti gli amanti della montagna

Questa storia, che poteva trasformarsi in una tragedia, ci ricorda una regola fondamentale quando si frequentano i sentieri di alta quota: lasciare la montagna più pulita di come l'abbiamo trovata. Non si tratta solo di non abbandonare plastica o carta, ma anche di evitare di disseminare oggetti o sostanze che potrebbero mettere a repentaglio la salute degli animali selvatici e domestici.

La marijuana, in particolare, è tossica per i cani e può causare sintomi neurologici anche gravi – come ha dimostrato Tokyo. Un gesto di incuria può trasformarsi in un pericolo mortale.

Per fortuna, il Ben Nevis ha restituito il suo piccolo esploratore sano e salvo alla sua famiglia, e Christina può ora sorridere ripensando all'avventura. Ma chissà se, la prossima volta, Tokyo sarà più cauto prima di annusare un "souvenir" lasciato per terra.



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