ANCONA – C’è un nuovo modo per sedersi e ammirare le meraviglie delle Marche. Non è una semplice pausa, ma un’esperienza che cambia la prospettiva, letteralmente. Sul Monte Conero, è stata inaugurata una panchina gigante, fuori scala e dipinta di un vibrante color viola, che si erge come un punto d’osservazione privilegiato nel cuore di un vigneto panoramico.
L’installazione, fortemente voluta e realizzata dall’azienda agricola Moroder all’incrocio per Montacuto, è entrata ufficialmente a far parte del prestigioso circuito internazionale del Big Bench Community Project. La cerimonia di inaugurazione si è svolta mercoledì 24 giugno, regalando al pubblico un nuovo motivo per riscoprire il paesaggio dorico.
Un Colpo d’Occhio tra Natura e Città
La scelta del luogo non è affatto casuale. Posizionata nel cuore di un vigneto dell'azienda, la seduta fuori misura regala una visione inedita e sorprendente. Da quel punto, l'orizzonte si allarga per accogliere due paesaggi apparentemente lontani.
Da un lato, si può ammirare l'inconfondibile profilo del Monte Conero che scivola rapido verso l'Adriatico, un pendio selvaggio che si tuffa nel mare. Dall'altro lato, lo sguardo abbraccia la città di Ancona, che si distende morbida fino alle banchine del porto, rivelando il suo volto più autentico. Natura incontaminata e centro urbano si fondono in un unico e indimenticabile colpo d'occhio, invitando cittadini e turisti a concedersi il tempo necessario per riscoprire il territorio con occhi nuovi.
Il Valore di un Progetto Internazionale
Alla cerimonia di inaugurazione ha preso parte il sindaco Daniele Silvetti, che ha sottolineato come l’iniziativa restituisca un profondo valore ambientale e turistico a un contesto già di per sé unico. L'opera permette infatti di accomunare il capoluogo dorico ad altre località suggestive italiane ed europee inserite nello stesso circuito.
A fargli eco è stato il presidente del Parco del Conero, Luigi Conte, il quale ha rimarcato l’unicità di un’area protetta fin dal 1987, che si distingue come una delle pochissime in Italia dove la montagna arriva fino al mare. Secondo il presidente, l’installazione saprà valorizzare e far conoscere ancora meglio l'area protetta, offrendo un punto di osservazione che non intacca minimamente la conservazione dell'ambiente circostante, ma ne esalta l'accessibilità e la fruizione.
Un Sogno Nato tra le Langhe
Il progetto delle panchine giganti nasce nel 2010 nelle Langhe piemontesi, a Clavesana, da un'intuizione del designer statunitense Chris Bangle. Da quel primo prototipo, l'iniziativa è cresciuta in modo straordinario, superando oggi le 390 installazioni in Italia e in Europa, per raggiungere un totale di 471 esemplari nel mondo (con altri 64 in fase di sviluppo).
Il progetto è gestito da una fondazione non profit che non riceve alcun tipo di finanziamento o fondo pubblico: ogni opera è sostenuta e finanziata esclusivamente da realtà private o cittadini che scelgono di fare un dono al proprio territorio.
Mattia Moroder, che ha curato personalmente l'iter per l'azienda di famiglia, ha raccontato che il pensiero è nato due anni fa durante un viaggio tra le Langhe: «Ho visto quelle installazioni e, piano piano, è maturata l’intenzione di donare qualcosa alla nostra comunità e a chi ha il Conero nel cuore».
Per le Cantine Moroder, storici viticoltori sul Conero fin dal 1837, questo gesto si inserisce in una filosofia aziendale che guida l'attività da generazioni: i luoghi belli vanno custoditi, ma soprattutto vanno condivisi. La panchina non rappresenta un'attrazione legata al marchio commerciale, ma un dono libero e gratuito. L'installazione resterà accessibile a chiunque e visitabile gratuitamente in ogni momento, pronta ad accogliere chi vorrà raggiungere i vigneti lungo la strada per Montacuto.
Il Contributo del Territorio
La nascita della Panchina Gigante del Conero è stata resa possibile anche grazie al prezioso contributo di importanti realtà artigiane e professionali del territorio marchigiano, che hanno messo a disposizione competenza, materiali e lavoro per garantire la massima stabilità e il rispetto delle linee del progetto internazionale: Pirchio Srl di Loreto, impresa Palificazioni Alseo di Osimo, falegnameria Marco Gerini di Ostra Vetere e lo studio tecnico del Geometra Roberto Sgolacchia, che ha curato la parte progettuale e gli aspetti tecnici dell'installazione.

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