Il casello fantasma del Gujarat: per un anno e mezzo hanno pagato il pedaggio… ai truffatori

 Avete mai avuto la sensazione che, nelle nostre vite, qualcuno stia letteralmente “costruendo” una fila in cui non serve neppure mettersi in coda? In India, questa sensazione è diventata realtà. E vi assicuro: la storia che sto per raccontarvi sembra uscita da un film, ma è accaduta davvero nello stato del Gujarat.

Benvenuti al casello che non esisteva.

O meglio: esisteva eccome. Barriere mobili, cartelli ben visibili, corsie organizzate, persino una vecchia fabbrica di ceramica abandonata trasformata in sala operativa. Tutto perfettamente funzionante. Unico problema? I soldi del pedaggio, invece di finire nelle casse dello Stato, sparivano dritti dritti nelle tasche di un gruppo di privati.

Per un anno e mezzo, centinaia di automobilisti e camionisti hanno pagato regolarmente il pedaggio, convinti di essere al posto giusto. E invece avevano imboccato la deviazione verso il casello fantasma, situato a pochi chilometri da quello vero.

Il trucco? Semplice, ma geniale

I finti gestori avevano studiato ogni dettaglio. Il loro cavallo di battaglia era un’offerta impossibile da rifiutare: pedaggio scontato del 50%. Sì, avete letto bene. Metà prezzo, subito.

E non finiva qui. Ai malcapitati (o forse complici inconsapevoli) veniva raccontato che quei soldi sarebbero serviti per costruire templi nel villaggio vicino. Insomma: pagare meno e fare anche una buona azione. Un’offerta quasi etica, direbbe qualcuno. Irresistibile, per migliaia di viaggiatori.

Così, giorno dopo giorno, camion e auto venivano deviati lontano dal casello ufficiale, che nel frattempo rimaneva inspiegabilmente vuoto. Ma a quanto pare, in un Paese da oltre un miliardo di persone, un casello deserto non ha messo in allarme nessuno. Almeno per 18 mesi.

La base segreta: una fabbrica di ceramica

Il quartier generale dell’operazione era quanto di più improbabile si possa immaginare: un’ex fabbrica di ceramica abbandonata. Lì, i truffatori gestivano il traffico, contavano le rupie e probabilmente si godevano il colpo più audace della loro carriera.

Secondo le ricostruzioni delle autorità, il giro d’affari ha raggiunto cifre impressionanti: decine di milioni di rupie, pari a circa 700mila euro. Non male per un’attività iniziata con qualche barriera mobile e un po’ di faccia tosta.

La fine (e il viral)

La truffa è stata smascherata solo nel 2023, quando la polizia ha finalmente fatto irruzione nel falso casello e arrestato i responsabili: tra loro, i proprietari dei terreni e i gestori della deviazione. Insomma, una regia collettiva degna di una rapina ben orchestrata.

Ma la storia, come spesso accade, non finisce con le manette. Negli ultimi giorni, il caso è diventato virale online. E qui arriva la parte più curiosa: migliaia di utenti, tra incredulità e ironia, hanno ribattezzato gli autori “geni del crimine”.

Perché sì, era illegale. Ma l’ingegno (perverso) con cui hanno costruito un’infrastruttura parallela, convincendo centinaia di persone a pagare volentieri per un servizio fasullo, ha qualcosa di quasi ammirevole. Quasi.

Forse che il confine tra genialità e follia è più sottile di quanto pensiamo. O forse che, a volte, la domanda giusta non è “come hanno fatto a non scoprirli prima?”, ma “come mai nessuno si è chiesto perché il casello vero fosse sempre deserto?”.

Di certo, il casello fantasma del Gujarat resterà negli annali come uno dei trucchi più audaci mai visti su strada. E la prossima volta che vedrete un’offerta troppo conveniente, magari con una deviazione sospetta… beh, forse fareste meglio a controllare due volte il cartello.




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