Ancona riscopre il suo splendore napoleonico con una primavera di eventi storici

 La città dorica, nuova membro della Federazione Europea delle Città Napoleoniche, presenta un cartellone di eventi tra moda, storia e architettura per il 2026, coinvolgendo scuole, università e rievocatori.

Ancona si prepara a rivivere il suo passato più glorioso e controverso. Il legame profondo tra la città e la figura di Napoleone Bonaparte, che qui lasciò un’impronta indelebile tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, torna alla ribalta con un programma culturale ambizioso. L’occasione è duplice: da un lato, la recente (2024) adesione di Ancona alla Federazione Europea delle Città Napoleoniche (FECN) , una rete prestigiosa che unisce oltre 60 città in 13 Paesi europei; dall’altro, la volontà di riscoprire un patrimonio fatto di fortezze, palazzi e ideali repubblicani che hanno plasmato l’identità cittadina.

A guidare questa rinascita culturale è un’alleanza tra l’assessorato al Turismo del Comune, il Festival della Storia (organizzato dalla casa editrice Affinità elettive) e prestigiose realtà locali come l’Università Politecnica delle Marche, l’associazione Tolentino 1815 e l’Accademia di oplologia e militaria. Il risultato è "Ancona e le Marche nell’Italia napoleonica": un trittico di eventi che unirà la memoria dei luoghi distrutti (come il sontuoso Palazzo dell’Appannaggio) alla creatività delle nuove generazioni.

I gioielli e gli abiti che raccontano un’epoca

Il primo appuntamento è in calendario per sabato 16 maggio (ore 9.30, Sala Polveri della Mole Vanvitelliana). Intitolato “I gioielli di Napoleone”, l’evento vedrà protagonisti gli studenti del liceo artistico Edgardo Mannucci e dell’Istituto Vanvitelli – Stracca – Angelini (Istvas) . I primi esporranno bozzetti e gioielli ispirati all’epoca napoleonica; i secondi presenteranno abiti su manichino e figurini realizzati nell’ambito dell’indirizzo Sistema Moda.

A fare da contrappunto storico, le relazioni della storica del costume Giovanna Maria Caporaloni e della consulente Giovanna Massacci, mentre l’atmosfera sarà resa ancor più suggestiva dalla presenza dei rievocatori in divisa d’epoca dell’Accademia di Oplologia e Militaria.

Architetture del potere e un dialogo sui marescialli

Venerdì 22 maggio (stessa sede, ore 17.30) il focus si sposterà sull’architettura con il convegno “Reminiscenze napoleoniche: il Palazzo dell’Appannaggio e altre dimore” . Tre professori di altrettanti atenei – Giovanna D’Amia (Politecnico di Milano), Francesco Ceccarelli (Università di Bologna) e Antonello Alici (Università Politecnica delle Marche) – racconteranno le residenze di potere nel Regno d’Italia napoleonico, da Milano a Bologna fino al sistema portuale marchigiano.

Il gran finale sarà affidato al Festival della Storia, domenica 6 settembre (ore 19, Auditorium della Mole). Il titolo è già un programma: “I folli marescialli di Napoleone”. A dialogare saranno due firme illustri come il professor Luigi Mascilli Migliorini (Accademia dei Lincei) e lo storico Sergio Sparapani, in un incontro promesso ricco di aneddoti e profondità storica.

Una finestra sull’Europa napoleonica

Essere entrati nella FECN non è solo un atto formale. Ancona si aggiunge a un itinerario culturale certificato dal Consiglio d’Europa che tocca luoghi simbolo come l’Elba di Napoleone, la Reggia di Monza, Waterloo, e perfino la natale Ajaccio. Per i turisti e gli appassionati di storia, l’estate e l’autunno 2026 offrono dunque l’occasione per riscoprire i forti di Cardeto e Portonovo, le lettere d’amore che Bonaparte scrisse a Giuseppina descrivendo la città, e persino il “miracolo mariano” nella cattedrale di San Ciriaco del 25 giugno 1796. Un viaggio in un’Italia che, tra repubbliche sorelle e assedi memorabili, guardava con ammirazione e timore al piccolo generale corso.



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