Scoperto al Passetto un antico passaggio segreto: “Collegava il Caffè alla spiaggia. I dorici andavano al mare in ciabatte”
La scoperta durante i lavori di manutenzione alla scogliera. Il Soprintendente: “Un unicum nel suo genere”. Il Comune valuta l’apertura al pubblico.
ANCONA – Un ritrovamento che riscrive (con un tratto di matita un po’ sbavata) la storia urbanistica di Ancona. Durante i lavori di consolidamento della scogliera del Passetto, iniziati nella mattinata di ieri, gli operai della ditta “Romagnoli Scavi” hanno fatto emergere quello che appare essere un cunicolo sotterraneo perfettamente conservato.
A dare l’allarme è stato il capocantiere Mario Stortoni, 58 anni, anconetano doc. “Stavamo rimuovendo alcuni massi instabili quando la ruspa ha fatto ‘crac’ e si è aperto un buco”, racconta ancora incredulo. “Mi ci sono affacciato e ho visto una scala in pietra bianca del Conero che scendeva giù. C’era pure corrente, c’era attaccata una di quelle lampadine gialle con il filo a intreccio. Funzionava ancora. Non so come abbia fatto a non scoppiare l’intera scogliera.”
La scoperta ha subito mobilitato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche. Il soprintendente, dottor Ermanno Picciò, giunto sul posto in assetto da guerra (sandali da scoglio e cappellino con la visiera), ha escluso l’ipotesi di un semplice rifugio antiaereo. “Dai primi rilievi, la fattura è troppo accurata”, ha spiegato in conferenza stampa. “Abbiamo trovato delle maioliche incastonate nelle pareti con la scritta ‘San Michele’ e dei sostegni a muro che, secondo i nostri archeologi, potevano essere utilizzati per appendere gli ombrelloni. Ma la vera sorpresa è arrivata quando abbiamo raggiunto il fondo.”
Dopo oltre 48 ore di scavi e l’impiego di un drone telecomandato, il cunicolo si è rivelato lungo 237 metri e collega la sommità della scalinata del Passetto (precisamente dietro al bancone del noto Caffè) direttamente a una grotta situata a pochi metri dal mare.
L’ipotesi degli storici è tanto affascinante quanto rivoluzionaria: si tratterebbe di un’opera risalente al periodo della Repubblica Marinara di Ancona (XI-XII secolo), una sorta di “skilift” ante litteram. “Le guide turistiche dicono sempre che i dorici erano un popolo di abili commercianti e navigatori”, ha commentato il professor Ubaldo Marchetti, storico locale. “Ma questa scoperta dimostra che erano anche estremamente fannulloni. Costruire un tunnel di quasi 250 metri per evitare di fare 112 gradini al sole? Questo è il vero genio anconitano. Era un passaggio privato, probabilmente riservato ai nobili che volevano raggiungere il bagno in tutta fretta, senza sudare e senza rovinarsi le scarpe. Da qui il nome che abbiamo trovato inciso sull’architrave: ‘Li Corridore de le Ciabatte’.”
La notizia ha già fatto il giro della città, accendendo il dibattito politico. Il sindaco ha annunciato in tarda serata la possibilità di aprire il sito al pubblico entro l’estate. “Stiamo valutando di installare un nastro trasportatore o, in alternativa, un servizio di mini-bus elettrici nel tunnel”, ha dichiarato. “Sarebbe un attrattore turistico unico al mondo. Se si è pagato il biglietto per entrare in una grotta a Frasassi, perché non dovremmo far pagare il biglietto per evitare la fatica al Passetto?”
Le reazioni dei residenti non si sono fatte attendere. Alcuni anziani del quartiere, interpellati dal nostro giornale, hanno però mostrato un certo scetticismo. “Ma quale scoperta”, ha sbuffato la signora Gina, 84 anni, seduta sulla sua solita panchina. “Io ci vado al Passetto da quando avevo vent’anni. Quel cunicolo lo conoscevo bene. Ci si andava quando pioveva per non bagnarsi. Ma l’ingresso era dietro al chiosco, mica dietro al Caffè. Sti giovani archeologi… non sanno nemmeno dov’era il vero spritz.”
Al momento l’area è transennata e sotto sequestro. Le operazioni di pulizia procedono a rilento a causa della presenza di numerosi resti che gli archeologi definiscono “di notevole interesse storico”. Secondo fonti vicine alla Soprintendenza, nel deposito finale del tunnel sono stati ritrovati: un triciclo anni ’60, una sedia a sdraio di vimini e un esemplare di “Gazzetta dello Sport” del 1982 con l’Italia campione del mondo, avvolto perfettamente nel cellophane per preservarlo dall’umidità.
“Un reperto eccezionale”, ha commentato il dottor Picciò. “Conferma la tesi che già all’epoca, i dorici avevano capito tutto: andare al mare è sacro, ma non vale la pena sudare per arrivarci.”
[Fine - 1 Aprile 2025]
Nota: il nostro giornale, nel dubbio, consiglia ai lettori di non presentarsi al Passetto con picconi e pale. Buon Pesce d’Aprile.

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