“Sci, birra e grappa: il fondista britannico che ha corso i 50 km da ubriaco (ed è diventato una leggenda)”
C’è chi si prepara a una 50 km di Coppa del Mondo con sali minerali, integratori e chissà quali segreti della scienza dello sport. E poi c’è Gabriel Gledhill, 23 anni, britannico trapiantato in Norvegia, che ha letto il manuale della gara… al contrario.
Perché domenica scorsa, sul tracciato leggendario di Holmenkollen, il giovane fondista ha deciso che l’idratazione tradizionale fosse sopravvalutata. E ha trasformato la sua ultima fatica stagionale in un pub crawling sugli sci.
🍻 Un rifornimento… molto liquido
Mentre gli avversari affondavano le mani nelle tasche termiche per prendere gel e bevande isotoniche, Gledhill rallentava, si avvicinava alle transenne e accettava con entusiasmo ciò che i tifosi norvegesi – famosi per essere più allegri che sobri – gli offrivano.
Lattine di birra. Bicchierini di grappa. Brindisi in piena discesa.
Il risultato? Dieci o dodici birre. Cinque o sei grappe. E un’unica, candidissima ammissione post-gara: “Sì, ero ubriaco.”
📱 Il video virale e il soprannome da re
La Federazione Internazionale Sci (FIS) ha pubblicato un video su Instagram che in poche ore è diventato cult: Gledhill che si ferma, brinda con il pubblico, rimette i bastoni nella neve e riparte come se niente fosse. Con una sciolinatura… etilica.
Da lì il soprannome, che già circolava tra gli addetti ai lavori, è esploso: Kot – acronimo di King of Trondheim. Perché, diciamocelo, servono attributi reali per farsi una 50 km a stomaco riempito di superalcolici.
“Forse era la mia ultima gara qui, quindi dovevo accettare tutte le offerte”, ha spiegato il diretto interessato. Che, va detto, non ha mai avuto la pretesa di vincere.
🥇 La classifica? Un dettaglio
Il podio? Il vincitore è il norvegese Einar Hedegart. Gledhill ha tagliato il traguardo al 67° posto su 69 partenti. Terz’ultimo. Con un distacco che farebbe piangere un preparatore atletico.
Ma – ed è un “ma” enorme – è stato probabilmente l’atleta più acclamato della giornata. Perché a Holmenkollen, dove l’atmosfera è più da festival che da Olimpiade, il pubblico ama i personaggi. E Gledhill si è presentato con il costume completo: quello del folle simpatico che beve birra mentre gli altri soffrono.
😢 Il retrogusto amaro (e non è la grappa)
Dietro la cronaca da terzo tempo, però, c’è una storia molto meno divertente. Gabriel Gledhill vive in Norvegia da cinque anni, nella zona di Lillehammer, centro storico dello sci nordico. Ma il suo permesso di soggiorno permanente gli è stato rifiutato per reddito insufficiente.
Secondo la tv pubblica norvegese NRK, entro il 28 marzo potrebbe essere costretto a lasciare il Paese. E per lui sarebbe la fine: “Se devo andarmene, smetto con lo sci di fondo. È il mio ritiro dallo sport.”
Quella birra in gara, insomma, non era solo una bravata da giovane incosciente. Era anche un addio anticipato a una pista che sentiva casa.
🍺 Morale della storia?
A volte lo sport ci regala scene surreali che ci fanno ridere. Altre volte ci ricorda che dietro un atleta che brinda col pubblico c’è una persona che lotta per restare dove ha costruito i propri sogni.
Gabriel Gledhill, per un giorno, è stato il re ubriaco di Holmenkollen. Speriamo solo che non sia anche il suo canto del cigno.

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