L'Ancona non sfonda. Ma oltre 600 cuori dorici fanno tremare L’Aquila

AQUILA – Finisce a reti bianche il confronto di oggi allo stadio “Gran Sasso d’Italia – Tommaso Fattori”, tra i padroni di casa dell’Aquila e i nostri dorici. Un pareggio che sa poco, quasi niente, in termini di gol e spettacolo, ma che parla chiaro sul carattere di una squadra, l’Ancona, venuta in Abruzzo con la faccia giusta e accompagnata da un vero e proprio esercito.
Il risultato finale recita 0-0, poche emozioni sottorete, tanta battaglia a centrocampo e una difesa anconetana che ha retto bene l’urto dei rossoblù locali. Ma il vero dato, quello che scalda il cuore in una trasferta lunga e insidiosa, è il muro biancorosso sugli spalti: oltre 600 tifosi dorici hanno seguito la squadra valicando l’Appennino, trasformando un settore ospiti in un angolo di casa.
Partita equilibrata, poche occasioni
Sul piano del gioco, l’atteso big-match del girone non ha mantenuto tutte le promesse. L’Aquila, solida e ben messa in campo dal proprio tecnico, ha provato a fare la partita nei primi minuti, sfruttando la spinta del pubblico amico. Ma l’Ancona, ordinata e attenta, ha risposto colpo su colpo.
Lo 0-0 alla fine è il verdetto più giusto per una gara nervosa, spezzettata, dove le due difese hanno preso il sopravvento sugli attacchi.
Il popolo dorico: esempio unico in Italia
Ma l’articolo di oggi non può, e non deve, parlare solo del risultato. Perché quando la carovana biancorossa si muove, lo fa con una passione che in pochi possono vantare a questi livelli.
Seicento anime, tra bandiere, cori e sciarpette al vento, hanno invaso il settore ospiti del Fattori. Un’onda lunga partita alle prime luci dell’alba, tra pullman, auto private e treni, per sostenere una squadra che in questa stagione ha già dato tanto. I cori non si sono mai spenti, neppure quando la partita sembrava incagliarsi nella noia. “Siamo qui per voi”, hanno urlato a squarciagola i sostenitori, rispondendo a un paio di provocazioni della tifoseria locale.
Una presenza massiccia che è già diventata virale sui social: molti osservatori parlano di “sindrome da trasferta alla Ancona”, un fenomeno iniziato in estate e mai arrestatosi. Numeri da categorie superiori, che fanno onore alla piazza e che l’intero movimento calcistico italiano dovrebbe prendere a esempio.
A fine gara, nello spogliatoio, si leggeva amarezza per i due punti lasciati per strada, ma anche la consapevolezza di aver retto a un ambiente caldo davanti a una squadra ostica. Il pareggio tiene i dorici in scia ai playoff, ma ora servirà ritrovare la via del gol gia dalla prossima gara. 
Intanto, però, c’è un messaggio che arriva forte e chiaro: finché ci saranno questi tifosi, questa squadra non sarà mai sola.

Un applauso, a distanza, a tutti quelli che oggi hanno trasformato una trasferta in Abruzzo in una festa. Perché l’Ancona, si sa, non è solo undici in campo: è un popolo intero che sogna.

Fino alla fine, Forza Dorici!

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