Da operaio a… puffo: si sveglia con la pelle blu. “I medici non avevano mai visto un vivo di questo colore”
La surreale disavventura di Tommy Lynch, 42 anni, finita per fortuna senza conseguenze. Dopo essere diventato virale, ha raccontato tutto su Facebook. E i medici? “Un team di dieci specialisti intorno al letto”.
Diciamolo subito: non è una scena del nuovo Avatar né un set dei fumetti Marvel. È successo davvero, lo scorso novembre, a Castle Gresley, nel Derbyshire inglese. Protagonista Tommy Lynch, 42 anni, operaio edile, padre di famiglia, uomo normale fino al mattino in cui si è guardato allo specchio e ha scoperto di essere diventato… blu.
Non un leggero alone, non un riflesso cianotico: blu, dalla testa ai piedi. Come un puffo, come un Na’vi, come uscito da un racconto di Kafka (ma con un finale molto più allegro). La sua metamorfosi, per fortuna temporanea, ha scatenato il panico in casa, una corsa al pronto soccorso e, inevitabilmente, l’esplosione virale sul web.
“Non avevo mai visto niente del genere”
A raccontare la curiosa disavventura è stato lo stesso Lynch sul suo profilo Facebook, una volta riavutosi. “Mi sono svegliato, sono andato in bagno, e ho pensato: o è uno scherzo o sto sognando”. Invece era tutto reale. La pelle, le labbra, persino alcune zone degli occhi avevano assunto una tonalità azzurro intenso, quasi elettrico.
Accompagnato dalla compagna, Lynch si è precipitato al Queen’s Hospital di Burton-upon-Trent. Il personale lo ha fatto accomodare immediatamente, e non c’è da stupirsi: in pronto soccorso non capita tutti i giorni di vedere un paziente color Smurf.
“Mi hanno detto che non avevano mai visto qualcuno di quel colore ancora in vita”, ha raccontato l’operaio. Intorno al suo letto si è radunata in pochi minuti una decina di medici, un piccolo esercito in camice bianco, tutti intenti a scambiarsi ipotesi, a controllare i monitor, a chiedergli cosa avesse mangiato, bevuto, respirato o toccato nelle ore precedenti.
La diagnosi (per fortuna) benigna
Dopo esami del sangue, ossigeno terapia e un’ora di attesa (per lui infinita), la spiegazione è arrivata. Lynch aveva sviluppato una forma rara ma non grave di metemoglobinemia acquisita, una condizione in cui l’emoglobina non riesce a rilasciare correttamente l’ossigeno ai tessuti, facendo virare la pelle verso tonalità bluastre.
La causa? Quasi certamente l’esposizione accidentale a una sostanza chimica (forse un anestetico locale o un farmaco, ma Lynch non ha mai chiarito del tutto l’origine). Il trattamento è stato semplice: un farmaco specifico e un po’ di ossigeno. Nel giro di poche ore, il colore è tornato normale, come se non fosse successo nulla.
“Appena mi hanno dato la medicina, ho visto la mia pelle tornare rosa in dieci minuti. Sembrava un trucco di magia”, ha detto Lynch.
La morale? Essere virali non è sempre un male
L’uomo, una volta dimesso, ha deciso di condividere le foto della sua “fase blu” su Facebook, scatenando migliaia di commenti, meme e condivisioni. “Meglio riderci sopra, no? Poteva andare molto peggio”, ha commentato.
E in effetti, a parte lo spavento e la celebrità improvvisa, Tommy Lynch se l’è cavata con un aneddoto da raccontare per anni al pub del paese. Chissà se ora i suoi amici lo chiamano “Puffo” o “Neytiri”. Di certo, il Queen’s Hospital di Burton-upon-Trent ha arricchito il suo archivio di casi clinici con una pagina destinata a diventare leggenda.

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