Ancona si svela in versi e scatti: alla Mole Vanvitelliana la mostra “Ancona Revisited” con Baldini e Scataglini

 

Dal 18 aprile al 14 giugno, un percorso espositivo che restituisce centralità al grande poeta dialettale e allo sguardo fotografico di Massimo Baldini. Un’occasione per riscoprire la città oltre la sua superficie.

Ci sono città che si offrono subito, senza mediazioni. E altre che chiedono tempo, ascolto, pazienza. Ancona, da questo punto di vista, è una maestra di attesa. Porto reale e interiore, custode della propria identità non nei monumenti urlati, ma nelle pieghe, nei silenzi, negli interstizi. È proprio da questa consapevolezza che nasce “Ancona Revisited”, la nuova mostra allestita alla Mole Vanvitelliana dal 18 aprile al 14 giugno, che trasforma il celebre ex stabilimento in un laboratorio di sguardi incrociati.

Un dialogo serrato tra fotografia e poesia

L’esposizione mette in dialogo le fotografie di Massimo Baldini – anconitano doc, sguardo analitico eppure innamorato – con i versi di Franco Scataglini (Ancona 1930 – Numana 1994), una delle voci più alte e autentiche della stagione neodialettale del secondo Novecento. Non una semplice mostra documentaria, ma un’indagine visiva e poetica che ha il coraggio di andare oltre la superficie.

Il titolo, “Revisited”, dice tutto: un ritorno ai luoghi familiari, ma con la distanza critica necessaria a reinterpretarli. Baldini non cerca lo scatto spettacolare. Le sue immagini sono scale che salgono e scendono come note di una partitura, fronti urbani scavati dal tempo, scorci dove l’antico riaffiora nel moderno. E poi il mare, le banchine arrugginite, la lanterna solitaria, la scalinata del Passetto che si fa vita quotidiana. Ogni foto è una soglia, un passaggio tra alto e basso, tra aperto e chiuso, tra tempo vissuto e tempo immaginato.

Scataglini, il poeta che restituisce voce alla città

Ma è la presenza di Franco Scataglini a fare la differenza. In mostra i suoi versi non sono un semplice omaggio, ma una chiave essenziale di lettura. Il suo dialetto, appena discosto dall’italiano, porta con sé l’impronta geografica ed esistenziale di Ancona. Non una lingua folkloristica, ma una lingua interiore capace ancora oggi di parlarci con forza e verità.

Come spiegano i curatori, le fotografie non illustrano i versi, e i versi non commentano le immagini. Piuttosto si rispecchiano, si rafforzano, si contraddicono. Baldini mostra il visibile, Scataglini gli attribuisce un significato. L’uno coglie l’apparizione, l’altro ne intuisce il destino. È un gioco di risonanze che restituisce Ancona nella sua verità più profonda: non posseduta, ma interpretata.

Un progetto che guarda al 2028

La mostra, realizzata con il sostegno del Comune di Ancona, è accompagnata da scritti inediti di Franco Brevini e Marta Paraventi, due firme autorevoli nel panorama critico italiano. E si inserisce in un percorso culturale più ampio che la città sta costruendo verso il 2028, con l’obiettivo di ridare centralità alle proprie memorie e alle proprie voci.

Massimo Baldini, che ha già indagato l’identità italiana in mostre internazionali (da Parigi a Bologna, da Milano a Friburgo), torna a casa per un’operazione intima e insieme universale. In “Casa Nostra. Housing in Italy” (Theia ArtGallery, 2025) aveva raccontato l’abitare. Qui, con Scataglini, racconta l’appartenere.

Informazioni utili

  • Titolo mostra: Ancona Revisited

  • Artisti: Massimo Baldini (fotografie), Franco Scataglini (poesia)

  • Luogo: Mole Vanvitelliana, Ancona

  • Periodo: dal 18 aprile al 14 giugno

  • Orari: da verificare (si consiglia di consultare i canali ufficiali del Comune o della Mole)

  • Ingresso: informazioni su biglietti e visite guidate in via di definizione

Il consiglio del Corriere Anconitano: non affrettatevi. Questa mostra non si svela al primo sguardo. Come la città che racconta, chiede tempo, attenzione, e forse anche qualche verso imparato a memoria. Perché Ancona, lo insegna Scataglini, non si guarda: si ascolta.



Commenti