Ancona, allarme al parco del Cardeto: polpette con aghi e spilli per uccidere i cani. Indaga la polizia

 ANCONA – Torna il terrore dei bocconi avvelenati. Nel verde del parco del Cardeto, uno dei polmoni verdi più amati della città, qualcuno ha disseminato polpette ripiene di aghi e probabilmente anche di veleno. L’allarme è scattato nella giornata di mercoledì, quando alcuni cittadini hanno segnalato sui social la presenza di questi "bocconi killer" nascosti tra i cespugli.

Il primo a lanciare l’allarme è stato un post su Instagram: un’immagine di corso Amendola all’alba accompagnata da una scritta che in poche ore ha fatto il giro della città. «Buongiorno, se hai un cane fai attenzione. Evita di portarlo al parco del Cardeto, da ieri stanno trovando e rimuovendo polpette con aghi all'interno. Massima prudenza e, se puoi, condividi». Il tam tam social è stato immediato e l’eco della segnalazione è arrivata fino al 112.

Sul posto sono intervenute una pattuglia delle Volanti della Questura, che ha setacciato l’area e rimosso diversi bocconi sospetti. Le polpette, ora al vaglio degli esperti, saranno probabilmente analizzate da un veterinario per accertare se, oltre agli spilli, la carne contenesse anche sostanze tossiche o velenose. Ieri mattina un nuovo sopralluogo della polizia ha confermato la gravità della situazione: l’ingresso al parco è stato contingentato e l’intera area resta monitorata.

La caccia al responsabile è già partita. Chiunque si sia reso protagonista di questo gesto vile rischia una denuncia penale per maltrattamento di animali e, qualora i bocconi fossero risultati anche velenosi, per avvelenamento. Le associazioni animaliste invitano i proprietari a prestare la massima attenzione, a tenere i cani al guinzaglio e a segnalare immediatamente qualsiasi oggetto sospetto.

Il parco del Cardeto, meta quotidiana di decine di passeggiate con amici a quattro zampe, si trasforma così in una trappola. Almeno fino a quando gli agenti non riusciranno a risalire all’identità di chi ha seminato il terrore.



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