Il titolo è suo: Ancona proclamata Capitale italiana della Cultura 2028. "Un lavoro corale, una vittoria di tutti"
Il Ministero della Cultura sceglie il capoluogo marchigiano. Il sindaco Silvetti: "Giornata storica". L'assessore Paraventi: "Ora la fase più importante". Il dossier vincente è "Questo. Adesso.", un ponte tra mare, storia e futuro.
ROMA/ANCONA – Un brivido lungo lo Stivale, partito dalla Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma e arrivato dritto al cuore del capoluogo dorico. Quando il Ministro Alessandro Giuli ha pronunciato il nome di Ancona, decretandola Capitale italiana della Cultura per l'anno 2028, la notizia ha attraversato la sala in un applauso e si è riversata in città, dove una comunità intera seguiva l'evento in diretta streaming.
Un'emozione incontenibile ha travolto il sindaco Daniele Silvetti e l'assessore alla Cultura Marta Paraventi, presenti a Roma per vivere di persona un passaggio che segna una svolta nella storia recente della città. La vittoria è il coronamento di un percorso ambizioso e, come sottolineato da tutti, profondamente condiviso.
“È una giornata storica – ha dichiarato a caldo il sindaco Silvetti – un risultato che nasce da un lavoro corale, responsabile ed entusiasta, che ha unito istituzioni, università, porto, sistema culturale e comunità, dando forma a una visione condivisa e riconoscibile”. Nel suo intervento, il primo cittadino ha voluto ringraziare la Commissione, la giuria e tutti i colleghi sindaci, sottolineando la complessità e l'intensità richieste per costruire un dossier competitivo e originale.
Il dossier: "Questo. Adesso.", un manifesto di identità
Il cuore pulsante della candidatura è il dossier dal titolo “Questo. Adesso.”, un programma operativo che prende in prestito le parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi per tradurre l'anima della città in un progetto integrato di sviluppo culturale, urbano e sociale.
“La vera particolarità di Ancona 2028 – ha spiegato l’assessore Marta Paraventi – è che questa città ha scelto di assumersi fino in fondo la responsabilità di raccontarsi e progettarsi. Non ha delegato la propria anima: ha deciso di diventare autrice del proprio destino culturale”.
Il progetto si articola in quattro direttrici principali che disegnano una nuova geografia culturale della città:
“Questo Mare”: punta a trasformare la dimensione portuale e adriatica in un grande spazio culturale, con il fiore all'occhiello del Museo della Civiltà del Mare Adriatico alla Mole Vanvitelliana, affidato alla direzione artistica del tre volte Premio Oscar, Dante Ferretti. "Ancona è nel mio cuore – ha dichiarato il Maestro – qui è nata la mia carriera. Questa vittoria è una grande occasione".
“Via Maestra”: l'asse culturale e scientifico che attraversa la città, collegando istituzioni e patrimonio storico.
“Adesso Parco”: unisce il Parco del Cardeto e il Conero in una rete che integra paesaggio e fruizione culturale.
“Mare Culturale”: dedicato alla produzione contemporanea e al coinvolgimento delle nuove generazioni, con il contributo di realtà come Marche Teatro.
Il dossier, che mobilita oltre 80 iniziative site-specific, pone una forte enfasi su accessibilità e inclusione, grazie anche alla presenza del Museo Tattile Statale Omero, eccellenza internazionale, e sul ruolo dell'Università Politecnica delle Marche come motore di innovazione e ricerca.
Il coro delle istituzioni: “Una vittoria delle Marche”
L'entusiasmo per il riconoscimento ha coinvolto immediatamente tutta la Regione. Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha espresso profondo orgoglio: “Il titolo di Capitale italiana della cultura, che torna nelle Marche per la seconda volta, testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero”.
Sulla stessa lunghezza d'onda il Presidente di Anci Marche, Marco Fioravanti: “È un riconoscimento che non premia solo la città, ma un intero territorio. Oggi è un bellissimo giorno per le Marche e i marchigiani”.
Il Magnifico Rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, ha sottolineato il valore della collaborazione: “Questo risultato dimostra che Ancona sa guardare lontano e ha tutte le capacità per diventare non solo una Capitale della Cultura, ma un laboratorio di futuro per l’Italia”.
La sfida del futuro
Con la designazione, per Ancona si apre ora la fase più impegnativa e affascinante: trasformare la visione in realtà. Il percorso verso il 2028 sarà sostenuto da un budget culturale previsto di 7 milioni di euro e da una solida governance che vede il Comune di Ancona affiancato da Regione Marche, ANCI Marche, Università e una rete fittissima di soggetti pubblici e privati, con Marche Teatro nel ruolo di soggetto attuatore.
“Ci separano due anni dal 2028 – ha concluso il sindaco Silvetti – e li affronteremo con impegno e continuità, forti di una rete solida e di un territorio che ha risposto in modo unitario. Ancona è pronta a esercitare questa responsabilità, mettendosi al servizio del Paese come città di pace, di connessioni e di futuro”.
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