Allarme bambini, la Questura di Ancona smentisce: "Fake news i messaggi su tentati rapimenti"

 Il tam tam di messaggi vocali e catene social che in queste ore ha seminato il panico tra i genitori del capoluogo marchigiano è stato ufficialmente smentito dalla Polizia di Stato. "Al momento non risultano segnalazioni alle Forze dell'Ordine", precisano gli investigatori, che hanno comunque avviato accertamenti per risalire all'origine della bufala.

Un'ondata di paura si era diffusa nelle chat di WhatsApp e sui social network delle famiglie anconetane nelle ultime ore. La voce, amplificata da messaggi vocali dal tono allarmato, parlava di presunti tentativi di rapimento di minori in zone sensibili come l'esterno di scuole, parchi gioco e persino palestre.

Un allarme che ha messo in agitazione centinaia di genitori, spingendoli a condividere l'avvertimento nel tentativo di proteggere i propri figli. Ma, come spesso accade in questi casi, la notizia si è rivelata essere una "bufala".

A fare chiarezza sulla vicenda è stata direttamente la Questura di Ancona con una nota ufficiale. "A tal proposito - si legge nella comunicazione - si chiarisce che, allo stato attuale, non risultano alle Forze di Polizia della provincia di Ancona segnalazioni in merito; pertanto, si tratta di informazioni prive di fondamento".

Gli investigatori tengono però a precisare che, nonostante l'infondatezza della notizia, non si sottovaluta il fenomeno della diffusione di queste voci. "Sono comunque in corso accertamenti da parte degli Organi di Polizia per risalire agli autori dei messaggi diffusi".

La vicenda serve ancora una volta da monito sulla pericolosità delle "catene social" e delle notizie non verificate. La raccomandazione delle forze dell'ordine è sempre la stessa: prestare la massima attenzione alle fonti, non condividere messaggi allarmistici di dubbia provenienza e, in caso di reali situazioni di pericolo o sospetto, fare affidamento esclusivamente sui canali ufficiali, segnalando immediatamente ogni episodio anomalo al 112 o al commissariato di zona. La psicosi collettiva, in assenza di fatti concreti, rischia di essere un danno maggiore della notizia stessa.



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