A Bogotà tra i grattacieli vive una pantera: la storia di Jonathan, l'uomo che si identifica come un felino
Un ragazzo con orecchie a punta, una coda di peluche e movenze feline attraversa le strade caotiche di Bogotà. Non è un cosplayer né un artista di strada, ma Jonathan Parra, 27 anni, studente di arti plastiche che ha scelto di vivere la propria vita identificandosi come una pantera.
BOGOTÀ – Nelle metropoli moderne, abituate a ogni forma di espressione e stranezza, c'è chi ancora riesce a stupire. È il caso di Jonathan Parra, un ragazzo colombiano che ha deciso di portare alle estreme conseguenze il suo amore per il mondo animale, adottando non solo l'aspetto, ma anche la sensibilità e l'identità di un felino.
Intervistato da Noticias Uno, Jonathan ha raccontato il momento della sua "illuminazione". "Gli animali sono incredibili, e io so di poter fare ciò che fanno loro", spiega. Da questa semplice, profonda convinzione è nata la sua scelta di vita: presentarsi al mondo con orecchie e coda di peluche, affinando movenze feline e uno sguardo che lui stesso definisce "deciso".
Non si tratta di un percorso che prevede chirurgie estetiche o modifiche permanenti al corpo. Per Jonathan, essere una pantera è un fatto squisitamente emotivo, simbolico e performativo. È un modo per dare forma esteriore a un sentimento interiore, per rappresentare se stesso e rafforzare l'amore per la propria identità.
Le reazioni della strada e la libertà di essere
Camminare per Bogotà con quell'aspetto non passa certo inosservato. Le reazioni della gente sono le più disparate e Jonathan le ha viste tutte: c'è chi lo deride, chi lo insulta apertamente, e chi invece si ferma incuriosito, osservandolo con ammirazione o semplice stupore.
Lui, però, ha le idee molto chiare sul confine tra la sua libertà e quella degli altri. "Non ho mai fatto e non farò mai del male a nessuno", afferma con fermezza. "Finché la mia libertà non invade la tua, va tutto bene". Una dichiarazione di principio che rivendica il diritto a esprimersi, a patto di non ledere quello altrui.
Una relazione da favola: l'uomo pantera e la fata
La storia di Jonathan si arricchisce di un dettaglio che la rende ancora più singolare. La sua compagna, infatti, non condivide la sua stessa identità felina, ma si identifica come una fata. Un connubio che sembra uscito da una fiaba, e che i due vivono come una relazione che sfida apertamente i canoni tradizionali e le convenzioni sociali.
Oltre l'umano: il fenomeno dell'identità trans-specie
Secondo alcuni esperti, storie come quella di Jonathan possono essere ricondotte al fenomeno della cosiddetta "identità trans-specie". Si tratta di un concetto complesso e ancora poco esplorato, che descrive la condizione di persone che sentono di appartenere a una specie diversa da quella umana, talvolta identificandosi con animali reali, altre volte con creature mitologiche.
Che si tratti di una moda, di una performance artistica portata all'estremo o di una genuina espressione del sé, la vicenda di Jonathan Parra apre uno squarcio su come, nell'era della ricerca spasmodica dell'identità, ci sia chi decide di riscriverla completamente, trovando il proprio posto nel mondo a quattro zampe, in mezzo alla giungla di cemento.

Commenti
Posta un commento