Finale amara al Del Conero: la Pistoiese spegne il sogno dell'Ancona, ma 7mila cuori biancorossi applaudono i loro eroi
ANCONA - Finisce con il boato degli ospiti e le lacrime di rabbia dei padroni di casa, ma anche con un lungo, interminabile applauso. La Pistoiese vince 1-0 e si aggiudica la Coppa Italia di Serie D, ma a uscire a testa altissima è l’Ancona di Agenore Maurizi. Davanti a una cornice di pubblico che non si vedeva dai tempi dei cadetti, i biancorossi ci hanno provato fino all'ultimo, arrendendosi solo a un gol beffardo nel finale che ha chiuso i conti .
Sono stati più di 7.000 i tifosi dorici che hanno trasformato il "Del Conero" in un catino ribollente di passione, spingendo la squadra per tutti i 90 minuti nella speranza di rimontare il 2-0 subito all'andata . Un boato assordante ha salutato l'ingresso in campo delle squadre, e uno striscione comparso in Curva Nord ricordava a tutti che "121 anni di storia meritavano questa finale". La città c'era, e si è vista.
La partita, però, è stata un'altra storia. La Pistoiese di Cristiano Lucarelli, forte del doppio vantaggio, ha gestito il match con intelligenza e cinismo, colpendo un palo nel primo tempo con Raicevic e chiudendo ogni varco . L'Ancona, gravato da assenze pesanti e dall'emergenza in difesa, ha faticato a rendersi pericolosa, ma non ha mai smesso di lottare, alimentata dal calore incessante dei 7.000 della Nord.
Nel primo tempo, i biancorossi ci provano con un colpo di testa di Bonaccorsi che non inquadra lo specchio, mentre dall'altra parte Raicevic sfiora il vantaggio ospite con una spettacolare spaccata che si stampa sul palo . Nella ripresa, l'Ancona alza il baricentro. Zini e Gelonese provano a scuotere i compagni, ma la retroguardia toscana regge . Il pubblico ci crede, canta, incita. Ogni rinvio, ogni contrasto, ogni fallo viene vissuto come fosse l'ultima spiaggia.
Ma quando il destino sembra volgere aal fine, arriva anche la doccia fredda. Al 90', un errore in uscita di Mengucci permette a Pinzauti di intercettare il pallone e, da fuori area, infilare la porta sguarnita per lo 0-1 che vale il trofeo . Un silenzio irreale piomba sugli spalti, rotto solo dalla festa dei 700 tifosi arancioni giunti dalla Toscana.
Sul triplice fischio, però, accade qualcosa di straordinario, i 7.000 cuori biancorossi iniziano a battere all'unisono in un coro che diventa un abbraccio collettivo. I giocatori dell'Ancona, distrutti e in lacrime, si avvicinano al settore dei propri tifosi e trovano ad aspettarli, una standing ovation lunga e commossa .
La Coppa va alla Pistoiese, che alza il trofeo in una bolgia amica, ma la vera vittoria della serata è un'altra. È la dimostrazione che, a volte, si può perdere una battaglia e uscire comunque più forti. L'Ancona esce a testa alta dal Del Conero, con la consapevolezza di avere una città intera alle spalle, pronta a seguirli in quello che ora diventa l'unico, vero obiettivo: il campionato e la corsa alla Serie C.
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