Il 5 marzo 1905, in un piccolo magazzino del Teatro delle Muse, nasceva l'Unione Sportiva Anconitana. Da quel giorno, il cuore pulsante della città dorica ha un colore: il biancorosso. Oggi, 5 marzo 2026, spegniamo idealmente 121 candeline, celebrando non solo una squadra di calcio, ma un pezzo di anima di Ancona. Un compleanno che arriva dopo un anno speciale, il 2025, in cui la città si è stretta attorno ai suoi colori per i 120 anni, dimostrando che la fiamma della passione è più viva che mai .
Dalle Origini con i Marinai Inglesi alla Prima Serie A
La storia dell'Ancona è fatta di racconti affascinanti. Si dice che la passione per il football sia stata portata in città dai marinai inglesi che attraccavano al porto, ma la scintilla definitiva la dobbiamo a Pietro Recchi. Un giovane anconetano che, affascinato dal calcio durante un viaggio di lavoro a Liverpool, tornò a casa con un'idea precisa: vestire la sua squadra con le maglie rosse e i calzoncini bianchi dei Reds. Un'eredità cromatica che i cuori dorici portano avanti con orgoglio da oltre un secolo .
Dagli esordi contro i marinai del piroscafo "Britannia" nel 1911, l'Anconitana scalò presto le gerarchie del calcio italiano, diventando una realtà solida negli anni '20 e '30 . Ma i veri sogni, quelli che fanno innamorare un'intera città, arrivarono decenni dopo.
Per i tifosi anconetani, ci sono date scolpite nella memoria. Il 7 giugno 1992 è una di queste. Con un pareggio a Bologna, l'Ancona di Vincenzo Guerini centrò la sua prima, storica promozione in Serie A. 12.000 dorici invasero il Dall'Ara sotto la pioggia, un'apoteosi di bandiere e gioia che nessuno dimenticherà . Un sogno che si ripeté, seppur brevemente, nella stagione 2003-2004 .
E come dimenticare il 1994? Retrocessa l'anno prima, l'Ancona si regalò una cavalcata leggendaria in Coppa Italia, eliminando squadre come Napoli e Torino per poi giocarsi la finale contro la Sampdoria. Una finale persa, ma che regalò alla città l'emozione di vedere i propri eroi competere ad altissimi livelli, con Mauro Bertarelli che andò in gol al Luigi Ferraris .
Un Cuore che Batte Forte Nonostante le Cadute
La storia dell'Ancona non è fatta solo di gioie, ma anche di profonde ferite. Quattro fallimenti negli ultimi vent'anni hanno messo a dura prova la fede dei suoi sostenitori . L'inferno dei dilettanti, la ripartenza dalla Terza Categoria, la radiazione: cicli apparentemente infiniti di morte e rinascita che avrebbero ucciso l'entusiasmo di qualsiasi altra piazza.
Ma ad Ancona no. Perché qui, come racconta il libro "Noi siamo dorici", la storia del tifo è fatta di un amore incondizionato che va oltre il risultato . È un'identità, un appartenenza che si tramanda di generazione in generazione. Una passione che esalta i cuori dorici e li spinge a seguire la squadra ovunque, anche quando significa stare fuori da uno stadio per sostenere la squadra con cori e fumogeni, come è successo di recente a Castelfidardo .
Questa fede ha costruito legami forti e inaspettati. Il gemellaggio con i tifosi del Napoli è uno dei più sentiti e autentici d'Italia, nato dalla comune passione e suggellato negli anni da continue e reciproche dimostrazioni di stima . Tanto che, per i 120 anni dell'Ancona, gli ultras partenopei hanno esposto uno striscione al Centro Direzionale di Napoli: "1905 Unione Sportiva Anconitana... Un popolo di valori e di gente sana!" .
Un messaggio che trova eco nelle parole di storici bomber come Salvatore Mastronunzio, che proprio nei giorni del compleanno ha voluto ricordare il suo affetto: "Ciao a tutti, sono la Vipera. Auguri per i 120 anni dell'Ancona con l'augurio che torni presto nelle categorie che merita" .
Questa stessa passione ha portato un gruppo di ultras della Curva Nord fino al Signal Iduna Park di Dortmund, per sventolare i colori biancorossi in mezzo al famoso "Muro Giallo", in un'amicizia nata grazie ai comuni legami con Napoli e Catania .
Oggi, mentre la squadra costruisce il suo futuro con l'ambizione di tornare ai livelli che le competono , il messaggio di ex capitani come Massimo Gadda risuona forte: "Centoventi anni sono tanti, anni di vittorie, di sconfitte e purtroppo di fallimenti, sempre con la voglia di reagire, di riprendersi. L'augurio è quello di non mollare, per cercare tutti insieme di portare Ancona dove merita" .
Buon compleanno, Ancona. Perché fintanto che il porto guarda il mare e il Cònero veglia sulla città, ci sarà sempre un cuore dorico pronto a battere per te.
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