Il Duomo di San Ciriaco, sospeso tra il blu del mare e il bianco della pietra, custodisce una storia che sembra uscita da un antico diario di bordo, trasformandosi poi in un cronaca di fede e resistenza.

 Ecco il racconto del quadro della Regina di tutti i Santi.


Il Dono del Mare (1615)

Tutto ebbe inizio in una notte di tempesta nel XVII secolo. Un capitano veneziano di nome Bortolo stava lottando contro la furia dell'Adriatico quando un'onda gigantesca travolse la sua galea, trascinando in mare suo figlio. Nel buio e nella disperazione, il marinaio gridò il nome della Vergine, promettendo un ex-voto se il ragazzo fosse tornato vivo.

Pochi istanti dopo, contro ogni legge della fisica e del mare, il giovane venne riportato a galla e salvato. Fedele alla promessa, Bortolo donò alla Cattedrale di Ancona un piccolo dipinto su tela: una Madonna dai tratti dolci, il capo leggermente inclinato e gli occhi quasi chiusi, in un atteggiamento di umile preghiera.

Il Miracolo degli Occhi (1796)

Passarono quasi due secoli. Era il 25 giugno 1796 e l’aria ad Ancona era pesante per la paura. Le truppe di Napoleone Bonaparte stavano invadendo lo Stato Pontificio e la città, porto strategico, sapeva di essere nel mirino.

Mentre i fedeli erano riuniti in preghiera nel Duomo, invocando protezione, una donna lanciò un grido: «Muove gli occhi! La Madonna muove gli occhi!».

La folla ammutolì. Il quadro, quella piccola tela con lo sguardo basso, stava aprendo le palpebre. Gli occhi della Vergine si muovevano, posandosi con misericordia sui presenti, per poi tornare a chiudersi. Il fenomeno non fu un lampo isolato: durò per mesi. Migliaia di persone, dai nobili ai pescatori, dai religiosi agli scettici, testimoniarono di aver visto Maria sorridere e guardare i suoi figli nel momento del bisogno.

Lo Scontro con Napoleone

Quando il generale Napoleone entrò ad Ancona nel febbraio del 1797, era furioso. Considerava i racconti del miracolo una "superstizione dei preti" per incitare la rivolta. Ordinò che il quadro venisse portato al suo cospetto nel palazzo del Comune, intenzionato a distruggerlo o a confiscarne i gioielli.

La leggenda narra che, mentre Napoleone fissava la tela con scherno, il suo volto sbiancò improvvisamente. Si dice che vide egli stesso il prodigio: quegli occhi dipinti si aprirono e lo fissarono con una tale intensità che il generale, l'uomo che stava conquistando l'Europa, ne rimase scosso.

Senza dare spiegazioni, cambiò ordine: fece coprire il quadro con un velo e comandò che fosse restituito intatto al Duomo, proibendo a chiunque di toccarlo.


Curiosità e Simboli

  • L'Edicola del Vanvitelli: Il quadro oggi è custodito in una splendida edicola marmorea progettata da Luigi Vanvitelli, l'architetto della Reggia di Caserta.

  • Patrona della città: In seguito agli eventi del 1796, la Madonna "Regina di tutti i Santi" fu proclamata patrona di Ancona insieme a San Ciriaco.

  • Il Furto del 1936: Il quadro fu rubato nella notte tra il 16 e il 17 dicembre 1936. Fu ritrovato un mese dopo vicino a Roma, avvolto in un giornale, e riportato in città con una celebrazione solenne che vide la partecipazione di tutta la popolazione.

Ancora oggi, chi sale sul colle Guasco e si ferma davanti a quella piccola tela, cerca nel silenzio del Duomo quel battito di ciglia che, secoli fa, sfidò persino l'Imperatore.

 


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